Si informa che la mostra, inizialmente prevista dal 1° al 23 ottobre presso Palazzo Lambertenghi, è stata prorogata per alcune settimane.
Accanto alle iniziative e manifestazioni organizzate in tutta Italia per celebrare il Sommo Poeta – Dante a Firenze, dove è nato, Dante a Verona e Dante a Ravenna, dove ha vissuto – anche Sondrio, con questa mostra, intende dare il proprio contributo alla cultura dantesca, facendo conoscere il patrimonio letterario, archivistico e storico-artistico che la città ha da offrire, nonostante l’Alighieri non sia mai transitato in Valtellina e Valchiavenna.
Ecco dunque la mostra DanteQui. Testimonianze del Sommo Poeta nei luoghi della cultura di Sondrio, che nasce dalla collaborazione tra la “giovane” Biblioteca Luigi Credaro della Banca Popolare di Sondrio, inaugurata nel 2007, e due istituzioni “storiche” del Comune di Sondrio – la Biblioteca Civica Pio Rajna e il Museo Valtellinese di Storia e Arte (MVSA) – in quella che vuole essere una virtuosa esperienza di sinergia tra pubblico e privato e una favorevole opportunità per “fare rete”.
Di tipo misto – artistico-museale, bibliografico e documentario – la mostra si articola in tre sezioni.
La prima è costituita dai disegni della Divina Commedia realizzati dal pittore sondriese Angelo Ligari (1801-1885) nel terzo decennio del XIX secolo, fortemente ispirati alle 38 tavole che lo scultore e incisore inglese John Flaxmann pubblicò a Roma nel 1802 e conservati al MVSA (Museo Valtellinese di Storia e Arte).
Sono esposte le più significative edizioni illustrate della Divina Commedia possedute dalla Biblioteca Credaro della BPS e dalla civica Biblioteca Pio Rajna. Questa seconda sezione della mostra presenta, in un sintetico ma significativo sviluppo cronologico, alcune cinquecentine e settecentine, oltre a volumi dell’Ottocento (in particolare le illustrazioni di Francesco Scaramuzza e Gustavo Dorè) per arrivare al primo ‘900 con le tavole di Amos Nattini che corredano l’edizione del 1958 della Commedia. Un posto particolare occupano i manoscritti miniati del capolavoro dantesco realizzati nel XIV e XV secolo, presenti nelle pregevolissime riproduzioni facsimilari in tiratura limitata recentemente edite da Treccani/Panini e possedute dalla “Credaro”: il cosiddetto Dante Urbinate 365, Divina Commedia del Duca di Montefeltro, il manoscritto CF 2 16 (Filippino) conservato presso l’Oratorio dei Girolamini di Napoli e il manoscritto Holkham misc. 48 della Bodleian Library di Oxford. L’ultima sezione, bibliografica e documentaria, mette in mostra i volumi degli studi danteschi di Pio Rajna, provenienti dalla biblioteca del filologo conservata presso l’omonima biblioteca civica, e i libri (in edizione originale) di un altro erudito valtellinese, il gesuita Francesco Saverio Quadrio (1695-1756), che pur con un approccio meno rigoroso e specialistico del Rajna, si occupò diffusamente di Dante e delle sue opere. A questi si aggiungono i manoscritti della relazione sul canto XXI dell’Inferno esposta a Napoli presso la Società Dante Alighieri nel 1903 dal poeta valtellinese Guglielmo Felice Damiani (1875-1904) e degli appunti del poeta chiavennasco Giovanni Bertacchi (1869-1942) per i suoi studi su Dante e la natura. Per finire alcune edizioni della Divina Commedia commentata da Giovanni Andrea Scartazzini (1837-1901), pastore protestante della vicina Val Bregaglia che, a partire dal 1869, dedicò i suoi studi alla vita e alle opere di Dante Alighieri, di cui tradusse in tedesco l’opera maggiore.
Denominatore comune di questo materiale, sicuramente eterogeneo per tipologia e ambito disciplinare, è la sua presenza nelle raccolte delle biblioteche e del museo sondriese.
L’intento principale dell’iniziativa è quello di svelare il Dante nascosto tra i beni conservati nelle istituzioni culturali di Sondrio, per la prima volta raccolti ed esposti in un unico luogo in modo organico e il più possibile completo. Si tratta di tesori che normalmente i cittadini di Sondrio non hanno occasione di vedere.
