
Inferno
Questa rappresentazione dell’Inferno compare nell’edizione stampata a Roma nel 1815: La Divina Commedia di Dante Alighieri corretta spiegata e difesa dal P. Baldassarre Lombardi M.C. nel MDCCXCI. Riscontrata ora sopra preziosi codici nuovamente emendata di molte altre vaghe annotazioni e di un volume arrichita in cui tra le altre cose.
I gironi dell’Inferno
Tra le diverse rappresentazioni dell’Inferno dantesco proponiamo le bellissime tavole commentate da Alessandro Vellutello nell’edizione del 1564 di Cristoforo Landino.
Gli sciagurati
In questa prima parte del luogo adunque, finge che sieno puniti gli sciagurati, che mai non fur uiui, e che uissero al mondo senza fama e senza loda, e la pena loro sia il uelocemente correr, senza alriposo, dietro ad una insegna, e l’esser molestati da mosconi, e da uespe, che faceuan loro rigar, per le punture, il volto di sangue, il qual mischiato di lagrime, era raccolto a piedi lor da fastidiosi uermi. Ne la seconda parte […], a qual è un gran fiume, dal poeta detto Acheronte, pone che stia Caron demonio a passar l’anime, che s’hano adanare […]. Et il disegno del luogo è questo.
Il Limbo
Il picciolo cerchietto, che fa centro a questo disegno, si è la sboccatura del primo e maggior cerchio. Hora è da uedere del primo e maggior cerchio, altramente dal poeta detto Limbo, nel qual si comincia a scender immediate passato il fiume Acheronte […]. In questo primo cerchio adunque pone i paruoli morti senza battesmo, e nel peccato originale, e quelli che inanzi a l’auenimento di Christo non crederon in lui uenturo, ma uissero moralmente secondo la legge de la natura […] E la pena di tutcostoro mette che sia non sensibile, ma di mente, & è il desiderio de la beatitudine, senza speranza di poterla giamai conseguire, & il disegno del cerchio è questo.
I carnali
Dopo ‘l primo seguita il secondo cerchio minore è più basso, del qual si tratta nel quinto canto […]. Nel qual sotto Minos giudice uniuersal di tutto l’Inferno sono puniti i lussuriosi, e la pena loro è d’esser del cotinuo agitati per aere da rabbioso e crudel uento, ma piu e meno, secondo che piu e men graue è stato il peccato loro. Et il suo disegno è questo.
I golosi
Seguita dopo ‘l secondo il terzo cerchio, del qual tratta nel sesto canto […]. Et in questo pone, che sotto Cerbero sieno puniti i golosi, e la lor pena è d’esser distesi in terra a la graue pioggia di grossa grandine, & acqua tinta, e neue, e che da esso Cerbero sieno del continuo dilacerati e rotti, e spauentati dal rabbioso latrare, che fa co le sue tre bocche sopra di loro. E questo è il suo disegno.
I prodighi e gli avari
Scendesi del terzo nel quarto cerchio, e di quello si tratta nel settimo canto, […]. Nel qual pone, che sotto di Plutone sieno punite due diuerse specie di peccatori, cioè, gli auari e i prodighi, e che la pena loro sia di uolgersi gli uni contra gli altri grauissimi pesi, a similitudine d’una deputata giostra, la qual finita, immediatamente tornano a ripigliarla. Et il suo disegno è questo.
Gli iracondi e gli accidiosi
Del quarto cerchio si scende nel quinto lungo un fossato, per lo qual corre un acqua tinta, che esce d’un fonte su la riua de la sboccatura di questo cerchio, & ha origine dal fiume Acheronte […].
In questa palude pone il poeta, che sotto Flegias sieno punite due spetie di peccatori, cioè gl’iracondi di sopra, e gli accidiosi di sotto a la belletta, o uogliamo dire pantano de la palude, e la pena de gl’iracondi sia il rabbiosamente mordersi e graffiarsi l’un l’altro, e de gli accidiosi l’esser somersi sotto del pantano. […] e giunti a certa torre posta a riua di quella, son o quiui riceuti da Flegias in una barchetta, & in quella passati a la città di Dite […].
Et il disegno del cerchio è questo.
Gli eresiarchi
Dentro a la città Dite, intesa per lo sesto cerchio, il poeta pone che sotto le furie ne le tombe, o uogliamole dir arche, o sepolture affocate, sieno puniti gli heretici, de quali uedremo che diffusamente tratta parte nel nono, parte nel decimo canto, e nell’undicesimo […]. Il disegno d’esso sesto cerchio, cioè la città di Dite, è questo.
I violenti
…i peccatori del quale sono posti piu o meno nel sangue, secondo che maggior o minor uiolentia hanno nel prossimo, o nei suoi beni usata. Nel secondo girone, il qual è una selua di nodosi bronchi, sono punite due altre spetie di uiolenti, cioè, quelli, che hanno usato uiolentia contro se medesimi, e sono trasformati i essi bronchi e la pena loro è, che pascendosi l’arpie de le sue foglie, dano a tali peccatori grauissimo dolore.
L’altra spetie è di qlli, che hanno usato la uiolentia ne propri beni, e la pena di questi è d’esser perseguitati, & a brano a brano dilacerati da nere e bramose cagne […]. Nel terzo & ultimo girone, il qual è una campagna di cocente rena, sopra de la quale piouon continuamente fiamme di fuoco, sono punite tre altre spetie di uiolenti, contra Dio, come quelli, cje lo biastemano e negano, e questi giaceno supini, e di sotto sono arsi da la cocente rena, e di sopra da l’accese fiamme, che piouon loro adosso […].
Contra la natura, come sono i Sodomiti,e questi correno continuamente senza mai fermarsi […]. E contra l’arre, come sono gli usurari, e questi stanno a sedere, e sono di sotto tormentati da l’arsura de la rena, e di sopra da le cocenti fiamme […]. come ueggiamo nel disegno, il qual è questo.
I fraudolenti
…pone che sieno puniti i seduttori, che li diuide in due, […] e la pena d’ognun di questi è d’esser aspramente del continuo, correndo intorno per la bolgia, sferzati da Demoni. Ne la seconda bolgia, contenuta da questa, sono puniti in un fetido sterco gli adulatori […]. Ne la terza bolgia sono puniti i Simoniaci, cioè, quelli cha hanno uenduto le cose sacre e la pena loro è di esser fitti sotto sopra […] e d’hauer su le piante de piedi fiamme accese.
Nel xx. tratta de la quarta bolgia, ne la qual pone che sieno puniti gl’indouini, e la pena loro è d’hauer uoltati i colli e i uisi al contrario […]. Nel xxi e xxii. canto tratta de la quinta bolgia, ne la qual pone che sieno puniti i barattieri, e la pena loro sia d’esser sommersi in una spessa e bollente pece. Nel xxiii. canto tratta de la sesta bolgia, ne la qual pone che sieno puniti gli Ipocriti, e la pena loro sia d’esser uestiti di grauissime cappe e cappucci di piombo dorati di fuori […]. xxiiii e xxv. canto tratta de la settima bolgia, & in quella pone che sieno puniti i ladri, e perche li pone di diuerse spetie, però fa si che la pema loro sia di trasformarsi in diuerse e uarie forme, ciascuno su quella appropriata al suo delitto […].
Nel xxvi e xxvii. canto tratta de l’ottaua bolgia, ne la qual pone che sieno puniti i fraudolenti, e la pena loro che sia d’esser ciascuno fasciato e nascosto dentro a una fiamma di foco […]. Nel xxviii. canto, tratta de la nona bolgia, ne laqual fa che sieno puniti i seminatori di scandali, […] e le pene loro sono […] che giunti ad un deputato demonio, quello con tagliente spada rinoui le loro piaghe, che in ciascuno, secondo la qualità del suo delitto, haueua prima inferito.
Nel xxix. e xxx. canto tratta de la x. & ultima bolgia, ne laqual pone che sieno puniti quattro spetie di falsari, cioè, quelli che hanno falsato i metalli, che noi domandiamo alchimisti, e la pena di quelli è di grattarsi continuamente una rabbiosa scabbia, o uogliamola dir rogna.
Quelli che hanno falsificato le proprie persone, fingendo d’esser altri, la cui pena è d’esser arrabbiati, e correr per la bolgia rabbiosamente mordendo ciascuno in chi si incontrano. Quelli che hanno falsificato le monete, è la pena di questi è d’esser itropichi con inestinguibil sete. Quelli che hanno falsificato il parlare, e questi hanno per pena d’arder continuamente d’acutissima febbre.
Et il disegno di tutto ‘l cerchio è questo.
Il pozzo dei traditori
…Il qual fondo […] è un grossissimo ghiaccio in forma di stagno, dal poeta inteso per lo quarto fiume infernale, detto Cocito […]. Et in esso fondo sono puniti quelli, che hanno usato la fraude contra chi si fida di loro, che noi li domandiamo traditori […]. In mezo del cui fondo di sopra dicemmo è posto Lucifero massimo di tutti i superbi e traditori, per essersi ribellato dal suo Creatore, che tanto nobile l’hauea creato […].
La prima adunque e maggior sfera, ne la qual diciamo d’esser puniti quelli, che hanno usato il tradimento ne’ congiunti di sangue, è dal poeta domandata Cama de Caino […]. La pena di questi è d’esser tutti uolti in giu dentro nel ghiaccio da la testa infuori […]. Et hanno la faccia, per lo freddo, liuida e smorta con dibatter di denti […].
La seconda sfera, ne laqual son puniti quelli, che hanno usato il tradimento uerso de la patria, è dal poeta detta Antenora […] e la pena di quelli mostra, che sia d’esser medesimamente distesi dentro al ghiaccio fino alla testa e uolti in giu col dibatter di denti, come quelli de la prima sfera, ma perche piu si procede uerso ‘l centro, tanto mostra, che l’ombre patino maggior freddo […].
La terza sfera, nel qual pone che sieno puniti quelli, che hanno usato il tradimento contra i pari benefattori, è dal poeta nominata Tolomea […]. La pena di questi mostra, che sia d’esser fasciati pur dal ghiaccio, e con la testa fuori, non uolti in giu, […], ma tutti dentro al ghiaccio riuersati, e con la faccia fuori e uolta in su, e che le lagrime, ne l’uscir del concauo de gli occhi, s’agghiaccino e riserrin gli occhi in forma, che per disfogar il dolore, non posson piangere […].
La quarta & ultima sfera è dal poeta nominata Giudecca. […] In quella ultima adunque pon quelli, che hanno tradito i maggiori benefattori, e la pena loro è d’esser sommersi tutti dentro al ghiaccio […].
Et il disegno del pozzo è questo.











