
Purgatorio
Online da giugno 2021.

Canto II – Angelo Nocchiero
Lo mio maestro ancor non facea motto, mentre che i primi bianchi apparver ali; allor che ben conobbe il galeotto, gridò: «Fa, fa che le ginocchia cali. Ecco l’angel di Dio: piega le mani; omai vedrai di sì fatti officiali.
Purgatorio, Canto II, vv 25-30
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Canto II – Celestial Nocchiero
Poi fece il segno lor di santa croce; ond’ei si gittar tutti in su la piaggia: ed el sen gì, come venne, veloce.
Purgatorio, Canto II, vv 49-51
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Canto II – Casella
Amor che ne la mente mi ragiona cominciò elli allor sì dolcemente, che la dolcezza ancor dentro mi suona. Lo mio maestro e io e quella gente ch’eran con lui parevan sì contenti, come a nessun toccasse altro la mente.
Purgatorio, Canto II, vv 112-117
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Canto III – Antipurgatorio
Come color dinanzi vider rotta la luce in terra dal mio destro canto, sì che l’ombra era da me a la grotta, restaro, e trasser sé in dietro alquanto, e tutti li altri che venieno appresso, non sappiendo ‘l perché, fenno altrettanto.
Purgatorio, Canto III, vv 88-93
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Canto V – Bonconte da Montefeltro
Io dirò vero e tu ‘l ridì tra’ vivi: l’angel di Dio mi prese, e quel d’inferno gridava: “O tu del ciel, perché mi privi? Tu te ne porti di costui l’etterno per una lagrimetta che ‘l mi toglie; ma io farò de l’altro altro governo!”.
Purgatorio, Canto V, vv 103-108
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Canto VI – Sordello
[…] e ‘l dolce duca incominciava «Mantua…», e l’ombra, tutta in sé romita, surse ver’ lui del loco ove pria stava, dicendo: «O Mantoano, io son Sordello de la tua terra!»; e l’un l’altro abbracciava.
Purgatorio, Canto VI, vv 71-75
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Canto XIV – Due spiriti
Così due spirti, l’uno a l’altro chini, ragionavan di me ivi a man dritta;
Purgatorio, Canto XIV, vv 7-8
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Canto XV – Apparizione dell’Angelo
Poi giunti fummo a l’angel benedetto, con lieta voce disse: «Intrate quinci ad un scaleo vie men che li altri eretto». Noi montavam, già partiti di linci, e ‘ Beati misericordes !’ fue cantato retro, e ‘Godi tu che vinci!’.
Purgatorio, Canto XV, vv 34-39
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Canto XIX – Avari e prodighi
Com’io nel quinto giro fui dischiuso, vidi gente per esso che piangea, giacendo a terra tutta volta in giuso . ’Adhaesit pavimento anima mea’ sentia dir lor con sì alti sospiri, che la parola a pena s’intendea.
Purgatorio, Canto XIX, vv 70-75
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Canto XX – Le anime intonano il Gloria
Poi cominciò da tutte parti un grido tal, che ‘l maestro inverso me si feo, dicendo: «Non dubbiar, mentr’io ti guido». ’ Gloria in excelsis ’ tutti ‘ Deo ’ dicean, per quel ch’io da’ vicin compresi, onde intender lo grido si poteo.
Purgatorio, Canto XX, vv 133-138
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Canto XXIII – Nella
Ond’elli a me: «Sì tosto m’ha condotto a ber lo dolce assenzo d’i martìri la Nella mia con suo pianger dirotto. Con suoi prieghi devoti e con sospiri tratto m’ha de la costa ove s’aspetta, e liberato m’ha de li altri giri.
Purgatorio, Canto XXIII, vv 85-90
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Canto XXX – Aspro rimprovero di Beatrice
«Dante, perché Virgilio se ne vada, non pianger anco, non pianger ancora; ché pianger ti conven per altra spada».
Purgatorio, Canto XXX, vv 55-57
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Canto XXXI – Beatrice si svela
E come la mia faccia si distese, posarsi quelle prime creature da loro aspersion l’occhio comprese; e le mie luci, ancor poco sicure, vider Beatrice volta in su la fiera ch’è sola una persona in due nature.
Purgatorio, Canto XXXI, vv 76-81
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Canto XXXII – La meretrice e il gigante
Sicura, quasi rocca in alto monte, seder sovresso una puttana sciolta m’apparve con le ciglia intorno pronte; e come perché non li fosse tolta, vidi di costa a lei dritto un gigante; e baciavansi insieme alcuna volta.
Purgatorio, Canto XXXII, vv 148-153
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Canto XXXIII – Eunoè
E Beatrice: «Forse maggior cura, che spesse volte la memoria priva, fatt’ha la mente sua ne li occhi oscura. Ma vedi Eunoè che là diriva: menalo ad esso, e come tu se’ usa, la tramortita sua virtù ravviva».
Purgatorio, Canto XXXIII, vv 124-129
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